Arte…alla scuola primaria Leo Lionni

Alla scuola primaria Senza Zaino – Leo Lionni le ore dedicate all’educazione artistica sono improntate sulla libera espressione del bambino attraverso il metodo Arno Stern.
Di seguito un articolo scritto da Isabel Dehais, artista, insegnante di arte della Leo Lionni  (Formata a Parigi per condurre un “Closlieu”)

 

L’educazione artistica nell’infanzia deve essere orientata verso la cura e lo sviluppo della spontanea creatività del bambino che si distingue per un’immaginazione peculiare. Quando questo luogo di immaginazione peculiare dell’infanzia viene rispettato, propriamente stimolato e non stravolto da eccessi, sia input o richieste di output, diventa una vera sorgente di creatività che la persona si porta per la vita, fruibile in tutti campi, artistici e non.

Per sostenere la naturale poesia del bambino, propongo un approccio esperienziale ispirato alla pedagogia di Arno Stern che si affida al gioco, il vero motore della creatività e dell’apprendimento, con la pittura. Nella sua lunga e unica esperienza con l’infanzia (più di 70 anni) Stern ha potuto osservare come l’espressione attraverso il gioco con il proprio segno, insieme alla possibilità di reiterare questa azione per quanto lo desideri, porti il bambino a una maggiore centratura su di se, il suo bisogno e il suo sentire, mentre scopre sviluppa e acquisisce la cognizione di spazio personale e il senso dello spazio.

In assenza di modelli imposti il bambino sperimenta liberamente forme e colori che rispecchiano il proprio sentire permettendo la fioritura e la maturazione di narrazioni personali autentiche.

Il lavoro si svolge in piedi su grandi fogli (50×70); in questo modo il bambino è coinvolto nel gesto grafico interamente, fisicamente ed emotivamente. Stabile sui due piedi coinvolge tutto il braccio dall’articolazione della spalla fino alle falange nello sviluppo progressivo di una manualità fine e di un coordinamento che riverbera in tutto il corpo, e coinvolge e comprende se stesso nella dimensione emotiva a cui da spazio.

La libertà espressiva è possibile grazie a una struttura che il bambino preferisce rispettare.

Ha a disposizione una grande tavolozza di 18 colori con tre pennelli di martora (dunque assai preziosi e professionali) di due misure diverse per ciascun colore. La struttura e l’ ordine creano una pulizia e una ritualità che liberano l’ azione. Il disordine è difatti confusivo e intrappola il processo di ascolto e di contatto con se stessi.

Il riproporre una continuità di struttura dell’attività permette al bambino di immergersi in se stesso grazie ad una tecnica che gli è affine e attraverso la quale si sentirà sempre più competente. Questo senso di competenza gli permetterà in seguito di avvicinare con maggiore sentimento e comprensione le varie tecniche collegate alla storia che sperimenteremo nel corso degli anni, sempre in forma esperienziale e non teorica o concettuale.

L’esperienza diretta ovvero l’ apprendimento empirico e deduttivo, lascia dentro di noi un segno autentico e profondo proprio perché dato dalla personale messa in gioco, dal rispetto dei propri tempi e della propria capacità di lettura della situazione. I concetti dunque sono vivi, sono il risultato ultimo delle esperienze toccate e attraversate, e queste costituiscono un terreno fertile in grado di accogliere nuovi semi.

I nostri incontri sono caratterizzati da gioia effervescente di grande impegno dove regnano la concentrazione e la collaborazione.

Isabelle Dehais


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