La fase dei morsi nei bambini piccoli

morsi nei bambini piccoli

Con l’inserimento del bambino nel mondo del sociale, come ad esempio avviene con l’ingresso al nido, può emergere la fase del morso.
Spesso i genitori dei bambini che attraversano questa fase provano sentimenti di  colpa nei confronti del proprio piccolo e degli altri e  provano imbarazzo nei confronti delle altre mamme che non sempre sanno essere comprensive, soprattutto quando il proprio figlio è stato oggetto del morso.

Questo breve testo nasce dal desiderio di spiegare a quei genitori che vivono una situazione simile quali possono essere le ragioni del morso in questa età.

Innanzitutto è utile sottolineare che i bambini piccoli sperimentano e cominciano a comprendere il mondo che li circonda attraverso il contatto orale con gli oggetti.
La bocca è lo strumento attraverso il quale si inizia a conoscere il mondo. Il morso quindi intorno ai 15/20 mesi circa può essere l’espressione di un desiderio conoscitivo dell’altro, ma continua a manifestarsi anche quando il bambino è più grande ed è una modalità comunicativa, uno strumento di espressione delle proprie ragioni, esigenze, emozioni.

Al nido spesso succede che i bambini esplorano con la bocca gli altri bambini come se fossero oggetti; a volte il morso può essere la conseguenza di un bacio “troppo focoso”; può essere una reazione dovuta al fatto che il bambino al nido non riesce ad avere un’attenzione totale e prolungata da parte dell’adulto e quindi cerca di attirare l’attenzione in questo modo; può insorgere come conseguenza di un conflitto scaturito per l’ottenimento di un gioco (reazione ad una frustrazione); oppure può essere una manifestazione di gelosia in seguito all’arrivo in sezione di un nuovo bambino che “cattura” l’attenzione delle educatrici.

Questa modalità comunicativa può rappresentare per il bambino, specie se non ha ancora imparato a parlare, un modo di manifestare la rabbia, la frustrazione, l’affetto, la gelosia, emozioni che appartengono al bambino così come all’adulto.

I bambini non hanno la piena consapevolezza del dolore che viene provocato mordendo. Per questo motivo è, non solo inutile, ma anche dannoso, etichettare un bambino di due anni che morde come aggressivo o peggio ancora come violento.
Inoltre i bambini piccoli non hanno la capacità di mettersi nei panni dell’altro, pertanto, questa capacità va costruita giorno per giorno, verbalizzando al bambino che morde, le emozioni provate dal bambino che è stato morso e cercando di individuare il bisogno che attraverso il morso il piccolo  sta esprimendo.

Vogliamo sottolineare che questa è solo una fase transitoria e che un bambino a cui capita di mordere si esprime così sia che frequenti il nido sia che stia crescendo a casa con la mamma, la nonna o la baby sitter, per cui sono assolutamente da escludere le preoccupazioni relative a  situazioni di disagio legate alla scuola o viceversa al bisogno di socializzare urgentemente perché sta solo con adulti. 

Come qualsiasi altra fase della crescita, anche quella del mordere scomparirà da sola, in genere nel giro di qualche settimana ma in alcuni casi, serve più tempo, per cui è inutile e sbagliato fare qualsiasi tipo di pressione ma dare al bambino il tempo necessario per metabolizzare anche questa fase e crescere di un “altro gradino”

 

 


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