Le bacheche – Documentare il filo

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Il nostro lavoro di documentazione delle attività e dei percorsi che vengono attivati nelle varie scuole è iniziato a settembre con l’allestimento delle nuove bacheche.

Si è scelto che ogni scuola abbia uno spazio di tre, quattro metri di lunghezza per circa due di altezza, una parete che possa diventare un libro aperto in cui raccontare attraverso la fotografia e un allestimento materico, la quotidianità a scuola.

Il primo passo è stato scegliere un rivestimento per il muro che potesse essere flessibile, caldo e contemporaneamente abbastanza neutro da fornire uno sfondo accogliente ma non dominante.

Abbiamo scelto la iuta. Una iuta con texture piccola. Grezza, naturale, che sa di terra, primo tema delle esplorazioni cicliche affrontate dal nido. Con un intreccio che da’ vita a una sorta di tela punto croce che può essere cucita, sulla quale si possono legare oggetti, materiali, ricamare scritte, raccordandoci così al progetto proprio delle scuole dell’infanzia.

 

La iuta crea la dimensione di una pagina bianca, di uno spazio che aspetta di essere narrato. Questo a nostro avviso è il sentire anche dei genitori, di chi entra a scuola. Cogliere che lì succede qualcosa.

Questa parete in effetti alterna tempi di allestimento, documentazione e racconto come in un’ estate  matura e tempi di riposo, di gestazione invernale. Tempo in cui sta accadendo qualcosa che ancora non può essere esposto, non può essere restituito, mostrato alla luce. In effetti la ciclicità delle stagioni ci accompagna in maniera viscerale e sotteranea. E’ ancora una volta una questione di ritmo.  Cosa vogliamo dire?

C’è un tempo in cui la dimensione del fare è totalizzante, le energie sono tutte rivolte verso l’interno, circoscritte nello spazio del gruppo classe, nello spazio della sezione. La porta della sezione è la coltre di neve che in inverno non permette di poter accedere all’umidità fertile della terra, non permette di poter vedere la vita sotterranea. Sembra che nulla accada quando il bianco silente ricopre e zittisce la forza bruna del terriccio. E’ la iuta che riposa, che stende il suo velo, che crea un tempo di pausa e dunque di attesa. Ma si sa che sta accadendo qualcosa. Bisogna solo aspettare. Gestazione.

Poi c’è la nascita, la fioritura. Anche questa lenta, nel tempo.

La nostra documentazione nasce progressivamente, come un tunnel book, come un paesaggio in prospettiva.

Immediato è il richiamo alle stagioni, al germogliare. Non si può annaffiare improvvisamente una pianta. L’acqua che le dà vita diventa mortifera se non misurata. Misura. Avere misura. Proporzione. Equilibrio. Armonia.

Nasce prima la parte materica.

Il materiale, quello che dà struttura, materia, concretezza al percorso, alle attività proposte, è il primo livello ad essere costruito. Sarà lo sfondo. Il grimaldello rispetto all’apertura di certi immaginari. Vedere le foglie, oppure vedere fili, stoffe, come per l’allestimento che si è appena concluso per i nidi, suscita immediatamente delle emozioni facendo leva su associazioni di idee, memorie sensoriali, ricordi.

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Vogliamo  portare chi entra a poter toccare, a riattivare una memoria di sensi, fatta di percezioni sinestesiche.

Sui soffitti e nello  spazio interveniamo invece con un allestimento che riporta all’esterno quello che il gruppo di educatori ha scelto di realizzare all’interno delle classi per creare esperienze di suggestione e contenimento rispetto al tema.

Un secondo livello nasce con l’esposizione materica, concreta, di attività, giochi che sono stati proposti ai bambini. “GIOCA CON ME”, “PROVA ANCHE TU”, “FAI COME HO FATTO IO”, è la richiesta che facciamo ai nostri genitori. Provare per ritrovare, recuperare vissuti d’infanzia, per sentire come il proprio figlio si può sentire in quell’ esperienza, per SENTIRE, anziché capire, cosa facciamo con loro.

 

GIOCHI:

ATTIVITA’:

 

Solo dopo, dopo questo primo allineamento, dopo aver creato un mood comune, si attiva la figura sullo sfondo. Nasce il pannello fotografico e testuale.

Il pannello racconta attraverso alcuni scatti le tappe di attività proposte. Le parole tratteggiano il contesto, il profilo, il dettaglio.

In alcuni momenti potranno essere inserite anche fotografie degli albi illustrati utilizzati per sostenere la narrazione. In questo modo è data ai genitori la possibilità di condividere, attraverso il libro, il sentire del bambino.


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