LEO LIONNI, una scuola Senza Zaino per una scuola comunità

“Educarsi in Relazione” è il metodo sul quale si costruisce la pedagogia delle nostre strutture per l’infanzia.

Quest’anno, come molti di voi sapranno, abbiamo inaugurato una sezione sperimentale di scuola primaria parificata, la LEO LIONNI.

E’ stato per noi un anno molto importante, dove, la continua riflessione e le riunioni di ricerca, ci hanno aiutato a focalizzare, con sempre maggiore nitidezza, i valori  che vogliamo ritrovare nella nostra scuola, affinché Educarsi in Relazione possa trovare spazio e aria di respiro anche nella pedagogia della scuola primaria.

Questo percorso ci ha portato ad incontrare, approfondire ed infine scegliere SCUOLA SENZA ZAINO.

Un incontro inevitabile e sorprendente nel medesimo tempo data l’immediatezza empatica della relazione.

Quanto noi sentiamo necessario, urgente, importante, è, nella rete di scuola senza zaino, sostenuto e affrontato quotidianamente.

Allora proviamo a darvi un’idea dei pilastri portanti che ci fanno emozionare ed impegnare in questo nuovo progetto e sogno per una scuola nuova.

L’apprendimento diventa significativo solo se parte dall’ esplorazione del mondo in modo operativo, dal gusto della scoperta e della ricerca, se tiene conto cioè non solo della mente ma anche della mano e del cuore, e costruisce il sapere a partire dal corpo, dalle relazioni e dall’ affettività.

L’ apprendimento è tale se si concretizza come ESPERIENZA, nel rispetto dell’ unicità e della diversità di cui ogni è portatore.

Perché sia un esperire reale la riflessione pedagogica si fa olistica, andando a coinvolgere più livelli, da quello architettonico, a quello didattico, metodologico, relazionale.

Riconfigurare lo spazio fisico, adottare nuove metodologie.

OSPITALITA’ RESPONSABILITA’ COMUNITA’ sono le tre parole cardine.

Ospitare il corpo e costruire il suo benessere

Accogliere e valorizzare l’unicità di ogni alunno

Vivere la diversità come risorsa

Attenzione alle relazione

Curare l’estetica e l’ordine

Creare un ordine che inviti alla responsabilità

Cura della leggibilità degli spazi e della fruibilità dei materiali

Il lavoro cooperativo dei docenti e degli studenti sviluppa la scuola come comunità

 

La riorganizzazione degli spazi tiene conto di come l’ambiente educativo sia parte essenziale del curriculo al pari dei contenuti proposti. Nelle aule i tavoli sono disposti per sostenere il lavoro a coppie o a piccoli gruppi, in modo che la dimensione della relazione, del dialogo e della collaborazione siano sempre rispettati. Sono inoltre presenti diverse aree di lavoro così che più attività si possano svolgere in contemporanea. Secondo la teoria delle intelligenze multiple di Gardner infatti esistono intelligenze differenti (logico matematica, linguistica, cinestetica, musicale, spaziale…), che portano a modalità di apprendimento diversificate.  Imparare con i sensi e nel rispetto dei sensi significa mettere a disposizione una ricchezza di strumenti e materiali che non sia solo foriera di autonomia  e responsabilità individuale ma  anche banco di ricerca e studio nel rispetto della propria diversità, di tempi, modalità e interessi. La differenziazione dell’insegnamento risponde alla diversità di talenti, intelligenze, motivazioni, bisogni.

Al centro è la persona, il bambino, sostenuto nel suo apprendimento da un contesto che vuole cuore, mani e digitale. Cuore perché è cura, rispetto e amore, mani perché i sensi e il fare sono i portoni principali dell’apprendimento e il digitale perché possa essere integrato in una visione che lo faccia esperire ai bambini non come virtuale ma quotidiano, come un ulteriore strumento di esplorazione e ricerca.

Scompare la cattedra a favore di un tavolo da lavoro che l’insegnante ha, non più al centro, ma integrato con soluzioni spaziali policentriche che diano più possibilità comunicative. Il docente spesso non si “vede”, a lui spetta il compito di progettare, organizzare, facilitare, rendere leggibile e accessibile l’apprendimento. Arretra e lascia spazio, uno spazio fortemente strutturato, ordinato dove il cosa è strettamente connesso al come.

E’ importante il cosa insegnare ma anche e forse soprattutto il come insegnarlo,  o meglio come portarlo, dando a disposizione strumenti che rendano la ricerca e lo studio attivo e legato all’ autonomia. La visione costruttivista implica infatti che il bambino sia il costruttore del proprio percorso e che lo stesso percorso non sia predefinito ma in costante divenire rispetto a bisogni, interessi, motivazione.

L’insegnante organizza e mostra il come si fa. Come fare per sapere cosa fare.  Sapere fare e non solo sapere. Le competenze allora si acquisiscono perché c’è AUTONOMIA, INDIPENDENZA e RESPONSABILITA’.

 

L’ agorà è infine lo spazio pensato e progettato per vivere la dimensione della comunità. Un luogo di confronto, di incontro, di dialogo, tra bambini e tra bambini ed educatori, una sorta di piazza dove vivere il tempo lento, il tempo dell’ascolto.

La nostra formazione con SCUOLA SENZA ZAINO comincerà a breve e saremo felici di rendervi partecipi con i nostri racconti!

 


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