Formazione per educatori e insegnanti

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Parte a Novembre la 2′ edizione del corso di alta formazione del Gruppo B.I.G. “EducarSi in Relazione” .
Il corso è rivolto a educatori e insegnanti ed è riconosciuto dal M.I.U.R. (prot n° 11325 del 16/04/2014)

“EducarSi in Relazione” è un progetto che ha preso forma nel 2013.
Incontro per qualche domanda le direttrici del corso:
entrambe coordinatrici e formatrici di servizi per l’infanzia del Municipio X:
La Dott.ssa Ornella Cavalluzzi (psicologa, psicoterapeuta sistemico – famigliare e Gestalt play therapist) e la Dott.ssa Chiara Degli Esposti (psicologa psicoterapeuta  della Gestalt e Gestalt play therapist).

 

1)  Che cos’è EducarSi in Relazione?

Chiara: E’ il nome che abbiamo dato all’approccio che viene seguito all’interno dei servizi B.I.G.Educarsi in relazione è un modo di stare con i bambini. La nostra formazione professionale come psicoterapeute e Gestalt play therapist, ci ha aiutato a focalizzare quello che per noi è l’aspetto imprescindibile in qualsiasi approccio o metodo pedagogico, la relazione.

Ornella: Se non c’è una buona relazione tra insegnate/educatore e bambino non si creano presupposti per l’apprendimento, il rinforzo del sé e lo sviluppo di competenze emotive e sociali.

 

2) Come nasce EducarSi in Relazione?

O: Nasce dall’esigenza di ripensare al ruolo dell’educatore nei servizi educativi. Sempre più spesso riscontriamo situazioni di disagio emotivo nei bambini in contesti scolastici. Da qui l’esigenza di riflettere su cosa la scuola possa fare per sostenere, nello sviluppo, il bambino e il suo sistema famigliare. Riteniamo che una buona scuola debba avere un ruolo di prevenzione di disagi emotivi e supporto alla famiglia. La scuola è infatti insieme alla famiglia un sistema importante nella vita del bambino e come tale è responsabile del suo benessere. Non condividiamo la tendenza comune a delegare totalmente le difficoltà del bambino ai genitori, come spesso accade in alcuni contesti. Quante volte ci capita di parlare con mamme e papà in difficoltà che si rivolgono a noi, in qualità di psicologhe, perché non sanno come aiutare i loro figli, alcune volte pesantemente etichettati dagli insegnanti che li seguono.

C: Nelle nostre scuole quello a cui auspichiamo è che si crei una buona relazione tra insegnanti e genitori, tale che le famiglie in difficoltà ricevano un aiuto concreto e un sostegno empatico. Questo diventa possibile per i nostri educatori, in quanto hanno spazi per riflettere sui loro vissuti emotivi e sono a loro volta sostenuti nelle difficoltà che incontrano nel loro percorso professionale. L’obiettivo di questo sostegno è permettere agli educatori di prendere consapevolezza delle proprie dinamiche emotive e relazionali, per essere più presenti ed efficaci all’interno della relazione con il bambino e la sua famiglia.

3)In che modo?

C: Lavorando sulla relazione. Noi, all’interno di questa struttura, abbiamo il compito di supervisionare e supportare le educatrici e gli insegnanti in questo percorso. Grazie alla formazione mensile, alle riunioni di sezione e alle osservazioni mirate, aiutiamo gli insegnanti a stare nelle relazioni con maggiore consapevolezza e ad elaborare strategie pedagogiche in base al loro soggettivo vissuto. Non esiste una regola universale valida per qualsiasi bambino ed educatore o genitore. Ognuno di noi è unico e ogni relazione ha delle connotazioni differenti che la rendono irripetibile. Questa è per noi l’unica regola.

4) State per partire con la seconda edizione del corso di alta formazione riconosciuto dal MIUR, qual è l’aspetto innovativo che portate?

O: L’aspetto innovativo di questo corso è quello di lavorare sulla consapevolezza del ruolo di educatore.
Ad esempio, nel nostro modulo, quello psicopedagogico, utilizziamo delle tecniche della gestalt play therapy con lo scopo di portare l’attenzione dei partecipanti sui loro vissuti emotivi, sperimentando la capacità di mettersi nei panni dell’altro (il bambino o il genitore), ma imparando anche a distinguere ciò che appartiene a me da quello che appartiene all’altro . L’argilla , il disegno, le meditazioni, le fantasie guidate, le marionette, la sabbiera ecc.. sono ottimi strumenti per facilitare l’educatore nel prendere contatto con il proprio bambino interiore.

C: Anche i moduli condotti dagli artisti ( fotografia, danza-terapia, musica, atelier tessile), sono orientati a sviluppare la consapevolezza dei partecipanti dal punto di vista sensoriale e corporeo.
Un’altra innovazione del corso consiste nell’aver dato spazio a degli esperti in campo medico al fine di permette una conoscenza del bambino tramite approfondimenti di aspetti logopedici, grafologici, medico- costituzionale e di disostruzione pediatrica.
Come psicoterapeute e coordinatrici di servizi per l’infanzia ci sentiamo responsabili e chiamate a portare in questo settore una maggiore attenzione alla relazione ed ai processi empatici ed emozionali.

 

Gruppo B.I.G. Bimbi In Gioco

 

 


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